23.03.2019 Finali a Brunico

Sabato a Brunico si sono svolte le finali della 32 esima edizione dei campionati italiani di broomball. In campo maschile la vittoria è andata come da pronostico agli Sharks che hanno superato la squadra di casa dei Bad Boys Steinhaus per 2 a 0, grazie ad una doppietta del capocannoniere Klaus Cappelletti, solito cannibale d’area. Finale praticamente senza storia con gli squali nettamente superiori agli avversari, per lo spettacolo forse non il massimo, ma tant’è. Nella finale per il terzo posto tra Red Devils e Dolomiti Warriors netta vittoria dei Red Devils per 3 a 0; anche in questo caso partita a senso unico, i Red Devils sono scesi in campo con il piglio giusto, mentre i Warriors sono parsi la brutta copia della squadra vista lo scorso anno.

Veniamo quindi al femminile, zero sorprese anche qui, la finale è stata dominata dalla Rotalnord che ha battuto il Geier per 2 a 0 grazie ai gol di Mara Giacomuzzi e Cinzia Dorigatti. Sempre alla Rotalnord va la coppa disciplina e il titolo di capocannoniere vinto da Elisa Dallago. Passano gli anni, ma il divario per tutte le avversarie resta ancora incolmabile, decimo scudetto di fila per la Rotalnord, un record, i numeri parlano chiaro. Nella finale per il terzo posto sconfitta amara per le nostre pochère per 2 a 1 contro il Pergine. Le giallonere scendono in campo con la convinzione di poter vincere la partita, vista anche la rosa delle avversarie, che si presentano senza cambi. La giornata però non è delle migliori e le linci riescono a passare per ben due volte nelle rare occasioni che si affacciano nell’area avversaria. Solo a 2 minuti dal termine arriva il gol delle pochère, troppo tardi per pensare di riaprire la partita. La delusione per questa occasione mancata è grande, ma speriamo almeno serva da lezione per il futuro.

 

Diamo un po’ di numeri:

Sharks voto 9: Partono sottotono, ma quando arrivano le partite importanti si fanno sempre trovare pronti. 9° finale scudetto di fila e 4° scudetto consecutivo, 10° della loro storia, è la legge dei grandi numeri, agli altri hanno lasciato solo le briciole.

Bad Boys Steinhaus voto 7: Stagione da incorniciare nella quale hanno raggiunto la loro prima finale scudetto. Per superare gli squali serviva la partita perfetta e un po’ di fortuna, così non è stato, ma il piazzamento raggiunto è comunque storico.

Red Devils Vipiteno voto 8: Da 9 anni non si classificavano tra le prime 4, ma grazie al rientro di Hubser e Zande e all’acquisto del duo Mitter tornano tra i top team. Col senno di poi, forse rimane un po’ di rammarico per non essersi potuti giocare la finale, sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma il 3° posto è sicuramente un ottimo risultato.

Dolomiti Warriors voto 6: Stagione sottotono per una società abituata a primeggiare. In regular season non si qualifica per il pick round, poi arriva quasi a sorpresa la netta vittoria ai quarti contro l’Egna che sembra dare una svolta alla stagione, ma in semifinale i veneti nulla possono contro gli Sharks e a Brunico chiudono con una prestazione incolore. Sicuramente avranno modo di ricaricare le pile e ripresentarsi al meglio l’anno prossimo.

Neumarkt voto 6: Dopo aver dominato la regular season la squadra si è persa e ai quarti di finale è andata a fondo. Prima parte di stagione da 8 e seconda parte da 4, il potenziale dimostrato è notevole ma va gestito meglio. La rosa è ampia, di sicuro i margini di miglioramento sono grandi.

Welschnofen voto 4: E’ la nota dolente di questa stagione, società storica, campione d’Italia 6 anni fa, in questa stagione raccoglie davvero poco, visto la qualità dei giocatori che ha. La speranza è che le voci che girano non siano vere e che l’anno prossimo sia ancora ai nastri di partenza.

Gherdeina voto 5,5: Perde il suo giocatore più forte passato agli Sharks e questo non può che ripercuotersi sul rendimento della squadra. Rimane comunque una formazione ostica contro la quale è sempre difficile fare risultato.

Belluno voto 7: Dopo il tonfo del 2017 e un anno di pausa, ritroviamo questa società storica del broomball italiano. Ripartire da zero o quasi non è mai facile, ma la strada imboccata è quella giusta e anche per il movimento del broomball questo è molto positivo. Per tornare ai risultati sportivi di un tempo ci vorrà probabilmente un po’, ma l’importante era ripartire!    

Occhiata doverosa anche al campionato femminile dove la Rotalnord conquista uno storico record di 10 scudetti consecutivi. Numeri incredibili per una squadra che ogni anno riesce a trovare motivazioni nuove. Nello sport però le motivazioni da sole non bastano, oltre a quelle serve la tecnica, la forza fisica e la voglia di allenarsi con impegno. Chi vince, non vince mai per caso...

 

Chiudiamo infine con le nostre 3 squadre.

White Wolves voto 6: Le ragazze pochère disputano una buona regular season piazzandosi al terzo posto dietro a Rotalnord e Geier. Il 3° posto era anche l’obiettivo di inizio stagione, peccato solo di aver perso la finalina in quel modo. Per provare ad avvicinare il Geier e ambire ad una ipotetica finale serve però di più, serve migliorare nei fondamentali, nel gioco di stecca, dove buona parte della squadra fa ancora tanta, troppa fatica. Questo lavoro può essere fatto anche a secco, sul campetto di Pochi a costo zero, ovviamente deve esserci la volontà di farlo. Se non si migliora li è difficile sperare di fare meglio in classifica.

 Black Wolves voto 9: I ragazzi di Mirco Tait disputano il miglior campionato da quando esiste la nostra seconda squadra e centrano la prima storica qualificazione ai quarti di finale. Nella regular season si tolgono fra l’altro la soddisfazione di battere Sharks, Bad Boys e Red Devils, ovvero le prime tre classificate del campionato italiano. Nel Pick Round, malgrado l’impossibilità di sfruttare appieno l’interscambio e qualche assenza di troppo, battono nuovamente i Bad Boys e anche la sorpresa Egna. Arrivati ai quarti di finale i giovani lupi vendono cara la pelle contro gli squali perdendo entrambe le gare per 2 a 1. Due sconfitte di misura contro i campioni in carica e si esce con l’amaro in bocca per aver solamente annusato la possibilità di fare il colpaccio. Ci sarà tempo per rifarsi con giovani come Matthias Rossi, Matteo Telch, Martin Plattner e naturalmente Matteo Callegari in cima alla lista dei papabili per la prima squadra. In questa lista ci sarebbe posto ovviamente anche per qualcuno dei “nostri” pinaiteri, nel caso andasse a vuoto il progetto di rifondare il Pinè. Se invece il Pinè rinascerà, saremo felici di aver dato il nostro contribuito. Un plauso a Mirco Tait per come ha gestito la squadra e al suo “assistente” Simone Giacomozzi, che smaltito il brutto infortunio tornerà molto utile in campo.

Pochi 89 voto 5: Dare la sufficienza dopo una stagione che non ci vede tra le prime 4 sarebbe troppo generoso. Del resto che non sarebbe stata una stagione facile lo si era capito già ad agosto dopo l’imprevisto cambio alla guida. La società è stata brava a rimediare in tempi brevi ingaggiando Umberto Dal Pont, meno brava forse ad assisterlo poi nella gestione di una rosa di 25 giocatori che l’allenatore non conosceva. Pur con queste difficoltà la squadra ha disputato una buona regular season conclusa al 2° posto con la difesa meno battuta, ma anche uno degli attacchi meno prolifici. Nel Pick Round, dopo le prime 3 vittorie e la concreta possibilità di giocarsi il 1° posto, i limiti della squadra sono impietosamente venuti a galla nelle ultime 2 gare contro Bad Boys e Sharks, dove sono arrivate altrettante sconfitte. Poi ai quarti la scelta di sfidare i Red Devils degli ex Mitter e l’eliminazione all’overtime ad opera proprio dell’ex Mattia Mitterhoffer, neanche fosse il finale di un film thriller. Game over, delusione cocente e stagione finita già ai primi di marzo.

Dopo 4 stagioni tiratissime ci può anche stare un giro a vuoto, ma ora la società deve essere brava a fare le scelte giuste e magari coraggiose. L’interscambio se usato male è un’arma a doppio taglio, ma anche puntare tutto solo su una squadra è un limite, perché con una rosa così ampia tutti non potrebbero giocare ed eventuali nuovi giocatori farebbero fatica a crescere. Staremo dunque a vedere quali saranno i prossimi passi, a dicembre il Pochi 89 compirà 30 anni, sarebbe bello festeggiarli con qualcosa di importante.   

 

25/03/2019
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